Regole di utilizzo quotidiano del dispositivo monopezzo
;
A cura di Giovanni Sicurello, stomaterapista dell’Ospedale di Vimercate
La corretta gestione del dispositivo monopezzo rappresenta un elemento essenziale per la prevenzione delle complicanze cutanee peristomali e per il mantenimento della qualità della vita della persona stomizzata. L’educazione terapeutica svolta dall’infermiere stomaterapista riveste un ruolo centrale nel favorire l’indipendenza, la sicurezza e la continuità assistenziale. Questo articolo propone, attraverso l’uso di un linguaggio accessibile sia ai professionisti sanitari sia ai pazienti, una carrellata pratica delle principali regole di utilizzo quotidiano del presidio monopezzo.
La presenza di una stomia comporta per il paziente cambiamenti fisici, psicologici e relazionali che richiedono un adeguato supporto assistenziale ed educativo. La gestione del presidio, infatti, costituisce uno degli aspetti più importanti del percorso di adattamento alla nuova vita a cui il paziente sta andando incontro. Grazie alla sua semplicità e flessibilità, il dispositivo monopezzo rappresenta una soluzione frequentemente utilizzata nella pratica clinica quotidiana. Tuttavia, come tutti i vari presidi, anche il suo impiego richiede competenze tecniche, un’adeguata osservazione clinica e un’attenta educazione sanitaria.
L’infermiere stomaterapista assume, pertanto, un ruolo determinante nell’accompagnare il paziente verso una propria indipendenza gestionale e nella prevenzione delle complicanze cutanee. Analizzando più nel dettaglio questo tipo di dispositivo, possiamo vedere che il sistema monopezzo è costituito da una barriera adesiva e da una sacca integrata in un unico presidio.
Questo sistema è molto versatile e quindi può essere utilizzato in diverse casistiche (colostomia, ileostomia,urostomia) e il suo impiego, inoltre, risulta essere molto vantaggioso in quanto è semplice da applicare, è flessibile, è meno evidente e più gestibile in autonomia. Tuttavia, essendo un sistema unico, è necessario che ad ogni cambio venga rimosso completamente l’adesivo cutaneo e ciò potrebbe portare un maggior stress della cute se il procedimento non fosse eseguito correttamente. Ci sono delle regole basilari che bisogna tenere ben a mente per gestire al meglio il dispositivo monopezzo.
La prima misura di prevenzione delle infezioni e delle contaminazioni parte da un accurato lavaggio delle mani sia prima che dopo ogni procedura.
È importante che il paziente comprenda che una corretta igiene contribuisce anche alla sicurezza della stomia e alla protezione della cute stessa.
Prima del cambio del dispositivo, però, è consigliabile preparare tutto il materiale necessario per la procedura:
- nuovo presidio, possibilmente già pretagliato nella misura di 2/3 mm in più dello stoma;
- salviette morbide (pannocarta);
- acqua tiepida;
- sapone isocutaneo con pH 5.5
- eventuale misuratore stomale;
- forbici dedicate, se il presidio non è pretagliato o modellabile;
- sacchetto per lo smaltimento;
- eventuali accessori prescritti.
Dopo queste accortezze, si può iniziare la procedura.
Prima di tutto, la rimozione del dispositivo deve essere lenta e delicata, dall’alto verso il basso, sostenendo la cute con la mano libera per evitare microlesioni cutanee. Si consiglia sempre l’utilizzo di prodotti rimuovi adesivo. Successivamente la stomia e la cute circostante devono essere deterse con acqua tiepida econ detergenti delicati non oleosi. Si ricorda che è opportuno evitare prodotti alcolici, sostanze irritanti, creme grasse, talco e salviettine pronte.
Dopo ciò, la cute deve essere asciugata tamponando delicatamente, senza sfregare.
Vorrei ricordare ai pazienti che la stomia può essere lavata normalmente in quanto non è una ferita e non necessita di disinfezione. Durante ogni cambio del presidio è fondamentale controllare il colore della stomia, verificare la presenza o meno di arrossamenti, dolore o bruciore, infiltrazioni e lesioni cutanee: una cute integra rappresenta il principale indicatore di una corretta gestione stomale.
Se il paziente dovesse notare delle anomalie come infiltrazioni frequenti, sanguinamento anomalo, dolore persistente, arrossamenti estesi o difficoltà di adesione del presidio, deve rivolgersi al professionista. Un altro passaggio importante è la misura corretta della stomia: nel dispositivo ritagliabile il foro della barriera adesiva deve aderire il più possibile al diametro della stomia, lasciando uno spazio minimo di sicurezza di circa 2,3 mm.
Un foro troppo ampio espone la cute agli effluenti e aumenta il rischio di dermatiti peristomali. Inoltre, nel periodo post-operatorio è importante effettuare misurazioni periodiche poiché la stomia può modificarsi sia in dimensioni che per la forma.
Per favorire una buona adesione del dispositivo, la cute deve essere ben asciutta, il presidio può essere riscaldato tra le mani prima dell’applicazione ed è anche utile esercitare una lieve pressione per alcuni secondi. Un corretto posizionamento riduce il rischio di infiltrazioni e migliora il comfort del paziente.
La sostituzione del dispositivo monopezzo deve essere quotidiana o anche più volte al giorno in base al tipo di stomia, alla consistenza degli effluenti, alla sudorazione, alla conformazione addominale e alle condizioni della cute. Bisogna far molta attenzione sia a cambi troppo frequenti che possono irritare la cute che a cambi troppo tardivi che aumentano il rischio di infiltrazioni.
Le sacche devono essere svuotate o sostituite quando raggiungono circa un terzo del contenuto; questo semplice accorgimento riduce il peso sul presidio, migliora il comfort e limita il rischio di distacco.
Un altro punto fondamentale nella gestione del sistema è l’educazione terapeutica continua che permette alla persona stomizzata di acquisire conoscenze, abilità e sicurezza nella conduzione quotidiana. L’infermiere stomaterapista deve, quindi, personalizzare l’insegnamento, rispettare i tempi e le capacità del paziente, favorire il coinvolgimento familiare (caregiver) ed utilizzare un linguaggio semplice e comprensibile.
L’obiettivo finale è il raggiungimento della massima autonomia possibile da parte del paziente.
La prevenzione delle complicanze inizia dalla corretta educazione; tra gli errori maggiormente osservati ci sono: utilizzo dei prodotti non indicati, foro del dispositivo non adeguato, scarsa asciugatura della cute, rimozione traumatica del presidio, cambi non programmati e sottovalutazione delle irritazioni cutanee. Si può quindi concludere che la gestione quotidiana del dispositivo monopezzo richiede competenze tecniche, attenzione osservazionale e continuità educativa. La collaborazione tra infermiere stomaterapista e paziente costituisce il cardine dell’assistenza stomale efficace.
Un’adeguata educazione terapeutica, infatti, permette di prevenire le complicanze, migliorare la qualità della vita, promuovere l’autonomia e la sicurezza e favorire l’adattamento alla nuova condizione. La stomaterapia moderna non si limita solo alla gestione tecnica della stomia, ma accompagna la persona in un percorso globale di cura e riabilitazione.
Bibliografia essenziale
- Linee guida AIOSS – Associazione Italiana Operatori Sanitari di Stomaterapia;
- Linee guida WCET – World Council of Enterostomal Therapists;
- Registered Nurses’ Association of Ontario (RNAO). Assessment and Management of Ostomies;
- Black P. Peristomal Skin Care: An Overviw of Available Produvts;
- Burch J. Stoma Care and Rehabilitation in Colorectal Surgery
AP-81230-ITA-ITA-v1
Blog